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venerdì 14 maggio 2010

Adesione raccolata firme "Acqua bene comune"












Ciao a tutti,
vi comunichiamo che il Comitato Salviamo il L'iceo, aderisce, con altre associazioni piovesi, alla

RACCOLTA FIRME Campagna referendaria ACQUA BENE COMUNE

il primo banchetto sarà SABATO 15 Maggio dalle 9.00 alle 12.00, in Piazza a Piove di Sacco

Aderiamo perchè, insieme alle altre associazioni avevamo affrontato questo importante argomento durante la rassegna "Storie d'incontri" del 2008, e ci teniamo nuovamente a ribadire che:

"Vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.
Vogliamo restituire questo bene comune alla gestione condivisa dei territori.
Garantirne l’accesso a tutte e tutti. Tutelarla come bene collettivo.
Conservarla per le future generazioni."


per maggiori info:
www.acquabenecomune.org
www.acquabenecomunepadova.org/

domenica 9 maggio 2010

2010 Odissea dello spazio
























A quasi un anno dall’inizio dell’operato dell’Amministrazione Marcolin ci troviamo purtroppo, visto che sembra che nessuno lo faccia con onestà, a dover fare il punto sulla situazione delle politiche giovanili. Questa volta lo faremo schematicamente, dato che ormai tutti sappiamo di che parliamo. – il centro aggregativo è chiuso e lo spazio alternativo che dovrebbe ospitare il centro culturale (alternativa voluta dall’amministrazione) a oggi non è ancora stato trovato. – il restauro del palazzo Valeri-Pinato non è partito. Il luogo è comunque usato per svolgere delle attività, in primis la sala prove ed altre attività quali corsi. Inoltre continua ad essere riferimento per molti ragazzi soprattutto minorenni: il tentativo di cancellare il passato e lo spirito innovativo del L’iceo purtroppo sembra essere fallito. – da Ottobre ormai non ci risultano iniziative costruttive nell’ambito delle politiche giovanili (né una manifestazione, un incontro, un concerto…), ma assistiamo solo alla demolizione dell’esistente e al tentativo di creare delle brutte copie Questo basta e avanza per esprimere nuovamente il nostro rammarico per tanta “chiusura mentale e politica” e per far presente all’attuale amministrazione che esigiamo onestà in merito. Non siamo più disposti ad essere a nostro malgrado condotti in un odissea vera e propria nelle frottole, nell’ingiustizia e nel pressapochismo.

lunedì 12 aprile 2010

L'iceo: il punto della situazione



Punto uno. Gli incontri col Comune

Fino ad oggi sono stati due gli incontri con l'amministrazione comunale (26 febbraio e 15 marzo 2010), che ha convocato esclusivamente le associazioni culturali di Piove di Sacco iscritte al registro comunale per discutere del progetto del nuovo centro culturale. A parlare per l'Amministrazione è solo il Sindaco Alessandro Marcolin


Punto due. Dove e quando

Il Sindaco non ha ancora identificato un posto fisico per il nuovo centro culturale, ma sta pensando ad una dislocazione in zona industriale (es. capannone) dove realizzare un'accoppiata sala-prove/centro culturale. Su questo dovrebbero arrivare a breve degli aggiornamenti da parte sua, anche perché vorrebbe partire entro l'estate


Punto tre. La gestione del centro culturale.

Il centro secondo l'Amministrazione dovrebbe essere organizzato tramite un coordinamento delle associazioni che vogliono farne parte.

Le Associazioni hanno già avanzato delle proposte per attività e iniziative da svolgersi all'interno del centro, ma non si sono rese disponibili alla gestione vera e propria del luogo, perché al lato pratico non è sostenibile dai volontari. Solo l'Associazione Le Formiche, che ha avuto a sorpresa dall'Amministrazione la proposta di collaborare nuovamente alla gestione della sala prove, si è resa disponibile a partecipare all'apertura quotidiana del centro, in coordinamento però con delle persone qualificate a seguire anche i minorenni


Punto quattro. Le politiche giovanili

Le Associazioni Le Formiche e Arci, come il Comitato Salviamo il L'iceo, continuano a pensare che sia fondamentale che il nuovo centro culturale svolga anche un ruolo aggregativo per i giovani, un punto di riferimento sicuro per il tempo libero dei ragazzi. Ha senso realizzare un contenitore vuoto, attivo sporadicamente, solo quando ci sono eventi legati alle associazioni? Non si rischia di realizzare un doppione della Scholetta, dato che le Associazioni hanno praticamente tutte già una propria sede dove proporre le attività? Per i giovani cosa si sta facendo?


giovedì 1 aprile 2010

La nostra giunta NON suona il rock!

Vi riportiamo la situazione attuale della sala prove di Piove di Sacco, situata nel palazzo Neo-gotico che fino al 31 marzo ha ospitato il centro aggregativo giovanile L'iceo.

Dal primo aprile le prenotazioni non verranno più effettuate allo sportello dell'informagiovani e all'orizzonte non c'è nessun'altra ipotesi.

Il servizio è stato smantellato lentamente facendolo diventare un disservizio:
  1. a gennaio 2010 si è tenuto chiuso la sala prove per un mese così da allontanare i gruppi
  2. si è creato una confusione iniziale sulla modalità di prenotazione, per far perdere la pazienza a quelle band che ancora non avevano trovato una soluzione per le loro prove.
  3. si è dato in gestione a una cooperativa a cui è stato chiesto solo un semolice "servizio di portineria": una cosa è aprire e chiudere, un'altra è far funzionare al meglio il servizio. Ricordiamo le riparazioni mai avvenute di molto materiale, le pulizie e tutti gli altri aspetti "tecnici".
A questo punto ci sembra opportuno sollevare qualche dubbio a riguardo:
  • dato che la cooperativa è pagata a ore, non è che sia nell'interesse del Comune che la sala musica sia utilizzata il meno possibile? Meno la cooperativa dovrà aprire-chiudere, meno spende! :)
  • e se l'affluenza fosse sempre minore forse l'Amministrazione si sentirebbe legittimata moralmente a chiuderla, dando così il colpo di grazia all'aggregazione giovanile libera a Piove di Sacco?
  • cosa devono dire i cittadini che vedono i loro soldi investiti in una struttura lasciata alla deriva per una pregiudizio solamente politico/partitico?
chiediamolo al sindaco!!!





































Questa una breve storia (travagliata) della sala prove di Piove di Sacco

Dal 2006 al 2009 la sala prove è stata gestita dall'ufficio informagiovani di Piove di Sacco, in co-gestione con i gruppi che la frequentavano. In questo modello di conduzione della sala prove c'era la possibilità di avere degli orari "sicuri" per le band di minorenni: i momenti di apetura per i più piccoli venivano fatti coincidere con gli orari delle attività promosse dagli educatori presenti nel centro. Due piccioni con una fava! :)

La sala è stata chiusa in data 31 dicembre 2009 come tutte le attività del L'iceo dalla presente amministrazione con una scusa di presunti inizio lavori per ritrutturare il palazzo....cosa che ad oggi non ha nemmeno un progetto esecutivo e tantomeno un nulla osta della sovraintendenza.

La sala prove è rimasta chiusa per qualche settimana, e riaperta con un'altra gestione: l'apertura e chiusura a carico della cooperativa Contrasto e le prenotazioni ...al Polisportello di Piove di Sacco. Peccato che gli orari dell'ufficio multifunzionale non coincidano con quelli della maggior parte dei musicisti che lavorano o studiano.

Dopo qualche settimana il servizio di prenotazione è ritornato all'ufficio Informagiovani.
Questo fino al 31 marzo...ed ora?

chiedilo al sindaco!!!!

okkupazione l'iceo








In data 31 marzo 2010 è scaduta la convenzione per la gestione del centro aggregativo L'iceo.

Vista l'ostilità al dialogo dell'attule amministrazione comunale e la mancanza di progettualità sulle politiche giovanili, allo scoccare della mezzanotte di oggi il comitato "Salviamo il l'iceo"
ha deciso di okkupare in modo non violento l'edificio neo-gotico situato in via Garibaldi, fino a poche ore fa sede dell'amato L'iceo.

Seguite la diretta sul presente blog, o venite a trovarci!

Rimarremo al L'iceo, fino a quando la presente Amministrazione non darà delle alternative
concrete al maldestro gesto di chiudere per motivi politici un centro di aggregazione avviato e ben integrato con le realtà del territorio.






martedì 2 marzo 2010

Sala prove non più autogestita Prenotazioni all InformagiovaniSala prove non più autogestita Prenotazioni all Informagiovani

il mattino di Padova — 26 febbraio 2010 pagina 38 sezione: PROVINCIA

PIOVE DI SACCO. Le prenotazioni per la sala prove musicale non vengono raccolte al Polisportello ma all’ufficio Informagiovani di via Garibaldi come in passato: diversamente da quanto annunciato all’incontro con i giovani, il sindaco Sandro Marcolin ha fatto una piccola marcia indietro. Sulla riapertura della sala prove si è scatenata in Facebook una vivace discussione fra i musicisti. Per cinque anni la sala prove è stata autogestita: previa prenotazione, i ragazzi prendevano le chiavi all’Informagiovani, e finite le prove, in una scheda appuntavano eventuali danneggiamenti o mancanze. Tutto è sempre filato liscio. Inoltre, con gli educatori del progetto L’iceo, la sala musica era utilizzata da numerosi minori. E per inaugurare la sala prove, come fosse appena appenanata, sono state affisse in città delle locandine dove si scopre, tra l’altro, che ora c’è anche un assessorato alle Politiche giovanili. Meglio tardi che mai. (e.l.)

Palazzo Valeri, restauro bluff

il mattino di Padova — 26 febbraio 2010 pagina 38 sezione: PROVINCIA

PIOVE DI SACCO. L’annuncio per il primo di aprile dell’inizio dei lavori per la ristrutturazione di palazzo Valeri Pinato di via Garibaldi, rischia di rivelarsi un bel pesce d’aprile. Il sindaco Sandro Marcolin nell’incontro con i giovani che utilizzano la sala prove collocata all’interno del palazzo, per giustificare lo sfratto al 28 di febbraio dall’edificio, che ospitava anche il centro aggregativo, aveva detto che, essendoci già un progetto definitivo con tanto di parere della Sovrintendenza, ad aprile avrebbe aperto il cantiere. Ma a sconfessare le ottimistiche previsioni del primo cittadino ci ha pensato l’assessore Giuliano Marella. Se tutto va bene, e anche qui con una buona dose di ottimismo, il restauro partirà entro l’anno. «Per la ristrutturazione esiste un progetto preliminare del 2002 - illustra Marella - e un progetto di fattibilità del 2009 commissionati dalle precedenti amministrazioni. Intendiamo fare una sintesi fra le due proposte. Il primo progetto prevede la realizzazione di soli uffici mentre il secondo di soli spazi espositivi. L’idea è di far coesistere le due cose. Quindi abbiamo dato incarico ad un professionista di redigere un nuovo progetto in questo senso». C’è poi la questione dei costi: «L’ipotesi del 2002 costava circa un milione 300 mila euro - sottolinea Marella - quella più recente, troppo onerosa, un milione e 800 mila. Il valore del nuovo progetto si aggirerà sulla prima cifra. Credo che i lavori potranno partire entro l’anno». Il reperimento delle risorse è stato oggetto di discussione in consiglio comunale. Il Partito democratico ha accusato la giunta di voler svendere l’area dell’ex foro boario, ma l’assessore Marella ha replicato che per palazzo Valeri Pinato i fondi arriveranno da altre alienazioni, come casa Cognolato e con quello che si potrà ricavare dalla trattativa con alcuni privati «che hanno proposto dei parziali mutamenti di destinazione d’uso di proprie aree a fronte del pagamento di significativi contributi per la realizzazione di opere pubbliche». Ad un mese dall’annunciata apertura del cantiere da parte del sindaco i dati certi sono due: per la ristrutturazione del palazzo di via Garibaldi non c’è un progetto e non ci sono ancora i soldi. «Hanno preso in giro i ragazzi - accusa il consigliere Davide Gianella - raccontando bugie sull’imminenza del cantiere solo per chiudere il centro aggregativo». - Elena Livieri

«Buona l'idea di un centro culturale ma arriva con due mesi di ritardo»

il mattino di Padova — 26 febbraio 2010 pagina 38 sezione: PROVINCIA

PIOVE DI SACCO. «Dalla chiusura mentale alla chiusura politica»: il comitato «Salviamo il L’iceo» stigmatizza gli interventi del sindaco Sandro Marcolin e del capogruppo del Pdl Piergiorgio Zampieri nell’ultimo consiglio comunale sul centro aggregativo giovanile. «Alla richiesta di un incontro pubblico - scrivono ragazzi e genitori - il sindaco ha chiarito che non è disposto ad incontrare i cittadini per sottrarsi al «processo di popolo», esplicito riferimento ai tribunali speciali della dittatura fascista. Avevamo invitato il sindaco a farsi promotore di un incontro a dicembre. Successivamente con l’iniziativa «M’importa» oltre 200 cittadini hanno rinnovato la richiesta. Mai arrivata risposta. Apprezziamo la proposta di creare un centro culturale, sebbene tardiva, dato che prima si è chiuso il L’iceo e solo dopo due mesi si pensa alle alternative. Siamo in sintonia col sindaco quando dice che il nuovo centro dovrà essere aperto a tutte le associazioni, le idee migliori nascono dal confronto. Infatti il progetto L’iceo prevedeva riunioni mensili aperte a tutti per raccogliere proposte. Se il sindaco avesse promosso l’incontro che gli abbiamo chiesto, si sarebbe accorto che le nostre posizioni non sono così lontane». (e.l.)

mercoledì 24 febbraio 2010

venerdì 26.02 - incontro con associazioni per nuovo centro culturale















5. 4. 3. 2. 1. Programmato per venerdì 26 febbraio alle ore 15.30 il decollo del progetto "centro culturale piovese", voluto dall'amministrazione Marcolin.
In questa data, infatti, le associazioni (culturali) di Piove di Sacco sono invitate ad intervenire per presentare le loro proposte di attività da svolgere all'interno del "nuovo" centro.

Con la speranza che la buona volontà delle associazioni di far parte di questa iniziativa sia ricambiata da un'attenzione puntuale da parte dell'Amministrazione (che comunichi in modo esaustivo modalità, tempi e spazi di realizzazione di questo nuovo luogo)... auguriamo a tutti buon lancio!

Da terra, noi vigileremo con fermezza e faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità affinchè esista una valida alternativa al centro aggregativo giovanile l'iceo, chiuso per motivi politici il 31.12.2009.

giovedì 11 febbraio 2010

Politiche Giovanili in Veneto..tranne che a Piove di Sacco!





















Le esperienze selezionate rappresentano senza dubbio uno spaccato parziale dell’impegno che la Regione del Veneto da oltre vent’anni ha sistematicamente profuso nel promuovere e sostenere gli enti locali, le associazioni ed i giovani nell’ambito delle politiche giovanili. Negli anni si sono susseguiti orientamenti e sostegni che hanno riguardato ambiti diversi, con la convinzione comune che i giovani non devono essere i meri destinatari dei progetti e/o dei servizi, ma i protagonisti attivi fin dalla fase dell’ideazione.
Negli ultimi anni, pur riconoscendo la pluralità dei bisogni di cui necessita l’articolato e poliedrico mondo giovanile, i dispositivi e i provvedimenti in materia hanno sistematicamente sostenuto progettualità e processi di lavoro capaci di mettere a sistema approcci, metodologie e strumenti che nel tempo si sono rivelati efficaci e rispondenti ai bisogni primari dei giovani.
Il dialogo costante con il territorio ha inoltre permesso di considerare anche le specificità territoriali, offrendo l’opportunità di presentare ed attuare progetti nel rispetto di fenomeni e caratteristiche tipicamente locali. Rilevante è stato l’impegno a promuovere la partecipazione e la cittadinanza attiva a diversi livelli, tenendo conto degli ambiti vitali nei quali i giovani vivono la loro quotidianità. Un importante filo conduttore è rappresentato dall’attenzione prestata allo sviluppo del lavoro di rete e alla co-progettazione come elementi imprescindibili e di non può che coinvolgere gli attori istituzionali e storici di una comunità a responsabilità socio-educativa ma soprattutto deve valorizzare ed incontrare tutte le realtà significative che sono in relazione con i giovani all’interno della comunità locale. Pur rimanendo ferma l’attenzione su alcuni
bisogni p rimari, la Regione del Veneto ha mantenuto alta l’attenzione all’ascolto, all’analisi e alla valutazione anche di alcuni fenomeni correlati all’universo giovanile, quali le nuove tecnologie, la multiculturalità, la creatività-espressività originale, le trasformazioni del mondo del lavoro, ecc., che incidono direttamente o indirettamente sui cicli di vita dei giovani.
Tutto ciò necessita di un atteggiamento di ricerca costante, che dia spazio ad iniziative di sperimentazione, che non siano solo eventi straordinari, ma diventino metodologie di lavoro di chi desidera occuparsi di condizione giovanile rispettando le diversità e le multidimensionalità proprie delle nuove generazioni. I progetti della ex Legge Regionale 29/88, la collaborazione ed il confronto che è avvenuto con altre realtà europee attr averso Open Door e il Progetto di Sperimentazione del Forum Regionale rilanciato dalla nuova Legge Regionale 17/08, rappresentano la testimonianza non solo della tradizione e dell’attenzione alle buone prassi, ma anche della propensione alla ricerca e allo sviluppo di strategie e modalità, anche innovative, sempre più coerenti e rispondenti alle esigenza dei giovani e della comunità.

via: Venetosociale