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domenica 9 maggio 2010

2010 Odissea dello spazio
























A quasi un anno dall’inizio dell’operato dell’Amministrazione Marcolin ci troviamo purtroppo, visto che sembra che nessuno lo faccia con onestà, a dover fare il punto sulla situazione delle politiche giovanili. Questa volta lo faremo schematicamente, dato che ormai tutti sappiamo di che parliamo. – il centro aggregativo è chiuso e lo spazio alternativo che dovrebbe ospitare il centro culturale (alternativa voluta dall’amministrazione) a oggi non è ancora stato trovato. – il restauro del palazzo Valeri-Pinato non è partito. Il luogo è comunque usato per svolgere delle attività, in primis la sala prove ed altre attività quali corsi. Inoltre continua ad essere riferimento per molti ragazzi soprattutto minorenni: il tentativo di cancellare il passato e lo spirito innovativo del L’iceo purtroppo sembra essere fallito. – da Ottobre ormai non ci risultano iniziative costruttive nell’ambito delle politiche giovanili (né una manifestazione, un incontro, un concerto…), ma assistiamo solo alla demolizione dell’esistente e al tentativo di creare delle brutte copie Questo basta e avanza per esprimere nuovamente il nostro rammarico per tanta “chiusura mentale e politica” e per far presente all’attuale amministrazione che esigiamo onestà in merito. Non siamo più disposti ad essere a nostro malgrado condotti in un odissea vera e propria nelle frottole, nell’ingiustizia e nel pressapochismo.

lunedì 12 aprile 2010

L'iceo: il punto della situazione



Punto uno. Gli incontri col Comune

Fino ad oggi sono stati due gli incontri con l'amministrazione comunale (26 febbraio e 15 marzo 2010), che ha convocato esclusivamente le associazioni culturali di Piove di Sacco iscritte al registro comunale per discutere del progetto del nuovo centro culturale. A parlare per l'Amministrazione è solo il Sindaco Alessandro Marcolin


Punto due. Dove e quando

Il Sindaco non ha ancora identificato un posto fisico per il nuovo centro culturale, ma sta pensando ad una dislocazione in zona industriale (es. capannone) dove realizzare un'accoppiata sala-prove/centro culturale. Su questo dovrebbero arrivare a breve degli aggiornamenti da parte sua, anche perché vorrebbe partire entro l'estate


Punto tre. La gestione del centro culturale.

Il centro secondo l'Amministrazione dovrebbe essere organizzato tramite un coordinamento delle associazioni che vogliono farne parte.

Le Associazioni hanno già avanzato delle proposte per attività e iniziative da svolgersi all'interno del centro, ma non si sono rese disponibili alla gestione vera e propria del luogo, perché al lato pratico non è sostenibile dai volontari. Solo l'Associazione Le Formiche, che ha avuto a sorpresa dall'Amministrazione la proposta di collaborare nuovamente alla gestione della sala prove, si è resa disponibile a partecipare all'apertura quotidiana del centro, in coordinamento però con delle persone qualificate a seguire anche i minorenni


Punto quattro. Le politiche giovanili

Le Associazioni Le Formiche e Arci, come il Comitato Salviamo il L'iceo, continuano a pensare che sia fondamentale che il nuovo centro culturale svolga anche un ruolo aggregativo per i giovani, un punto di riferimento sicuro per il tempo libero dei ragazzi. Ha senso realizzare un contenitore vuoto, attivo sporadicamente, solo quando ci sono eventi legati alle associazioni? Non si rischia di realizzare un doppione della Scholetta, dato che le Associazioni hanno praticamente tutte già una propria sede dove proporre le attività? Per i giovani cosa si sta facendo?


giovedì 1 aprile 2010

okkupazione l'iceo








In data 31 marzo 2010 è scaduta la convenzione per la gestione del centro aggregativo L'iceo.

Vista l'ostilità al dialogo dell'attule amministrazione comunale e la mancanza di progettualità sulle politiche giovanili, allo scoccare della mezzanotte di oggi il comitato "Salviamo il l'iceo"
ha deciso di okkupare in modo non violento l'edificio neo-gotico situato in via Garibaldi, fino a poche ore fa sede dell'amato L'iceo.

Seguite la diretta sul presente blog, o venite a trovarci!

Rimarremo al L'iceo, fino a quando la presente Amministrazione non darà delle alternative
concrete al maldestro gesto di chiudere per motivi politici un centro di aggregazione avviato e ben integrato con le realtà del territorio.






mercoledì 24 febbraio 2010

venerdì 26.02 - incontro con associazioni per nuovo centro culturale















5. 4. 3. 2. 1. Programmato per venerdì 26 febbraio alle ore 15.30 il decollo del progetto "centro culturale piovese", voluto dall'amministrazione Marcolin.
In questa data, infatti, le associazioni (culturali) di Piove di Sacco sono invitate ad intervenire per presentare le loro proposte di attività da svolgere all'interno del "nuovo" centro.

Con la speranza che la buona volontà delle associazioni di far parte di questa iniziativa sia ricambiata da un'attenzione puntuale da parte dell'Amministrazione (che comunichi in modo esaustivo modalità, tempi e spazi di realizzazione di questo nuovo luogo)... auguriamo a tutti buon lancio!

Da terra, noi vigileremo con fermezza e faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità affinchè esista una valida alternativa al centro aggregativo giovanile l'iceo, chiuso per motivi politici il 31.12.2009.

giovedì 11 febbraio 2010

Politiche Giovanili in Veneto..tranne che a Piove di Sacco!





















Le esperienze selezionate rappresentano senza dubbio uno spaccato parziale dell’impegno che la Regione del Veneto da oltre vent’anni ha sistematicamente profuso nel promuovere e sostenere gli enti locali, le associazioni ed i giovani nell’ambito delle politiche giovanili. Negli anni si sono susseguiti orientamenti e sostegni che hanno riguardato ambiti diversi, con la convinzione comune che i giovani non devono essere i meri destinatari dei progetti e/o dei servizi, ma i protagonisti attivi fin dalla fase dell’ideazione.
Negli ultimi anni, pur riconoscendo la pluralità dei bisogni di cui necessita l’articolato e poliedrico mondo giovanile, i dispositivi e i provvedimenti in materia hanno sistematicamente sostenuto progettualità e processi di lavoro capaci di mettere a sistema approcci, metodologie e strumenti che nel tempo si sono rivelati efficaci e rispondenti ai bisogni primari dei giovani.
Il dialogo costante con il territorio ha inoltre permesso di considerare anche le specificità territoriali, offrendo l’opportunità di presentare ed attuare progetti nel rispetto di fenomeni e caratteristiche tipicamente locali. Rilevante è stato l’impegno a promuovere la partecipazione e la cittadinanza attiva a diversi livelli, tenendo conto degli ambiti vitali nei quali i giovani vivono la loro quotidianità. Un importante filo conduttore è rappresentato dall’attenzione prestata allo sviluppo del lavoro di rete e alla co-progettazione come elementi imprescindibili e di non può che coinvolgere gli attori istituzionali e storici di una comunità a responsabilità socio-educativa ma soprattutto deve valorizzare ed incontrare tutte le realtà significative che sono in relazione con i giovani all’interno della comunità locale. Pur rimanendo ferma l’attenzione su alcuni
bisogni p rimari, la Regione del Veneto ha mantenuto alta l’attenzione all’ascolto, all’analisi e alla valutazione anche di alcuni fenomeni correlati all’universo giovanile, quali le nuove tecnologie, la multiculturalità, la creatività-espressività originale, le trasformazioni del mondo del lavoro, ecc., che incidono direttamente o indirettamente sui cicli di vita dei giovani.
Tutto ciò necessita di un atteggiamento di ricerca costante, che dia spazio ad iniziative di sperimentazione, che non siano solo eventi straordinari, ma diventino metodologie di lavoro di chi desidera occuparsi di condizione giovanile rispettando le diversità e le multidimensionalità proprie delle nuove generazioni. I progetti della ex Legge Regionale 29/88, la collaborazione ed il confronto che è avvenuto con altre realtà europee attr averso Open Door e il Progetto di Sperimentazione del Forum Regionale rilanciato dalla nuova Legge Regionale 17/08, rappresentano la testimonianza non solo della tradizione e dell’attenzione alle buone prassi, ma anche della propensione alla ricerca e allo sviluppo di strategie e modalità, anche innovative, sempre più coerenti e rispondenti alle esigenza dei giovani e della comunità.

via: Venetosociale