
L'Amministrazione Comunale di Piove di Sacco sta portando a termine il suo obiettivo: eliminare le politiche giovanili dalla città. Il L'I.c.e.o. (ricordiamo, acronimo di Laboratorio Interculturale di Comunicazione ed Espressione Originale), che vive da cinque anni, sta per essere snaturato, privato del suo contenuto, i giovani, ed è destinato probabilmente a diventare un contenitore vuoto.
Proprio le parole del Sindaco Alessandro Marcolin, riportate anche nel comunicato stampa comunale n. 11 del 1° febbraio 2010, (che riferisce dell'incontro del Sindaco, tenutosi in data 29 gennaio 2010, con le Associazioni firmatarie della convenzione del progetto «L’i.c.e.o.») spiegano: “[...] Negli anni precedenti, la valorizzazione delle forme di espressione e di comunicazione giovanile, pur inserite nella semantica del progetto, ha lasciato il posto a modalità di aggregazione con un taglio socio-educativo prevalentemente indirizzato ai minori. Le attività proposte dal L’i.c.e.o., secondo la prospettiva del Sindaco, devono invece puntare sul soddisfacimento dei desideri di conoscenza, di formazione, di maturazione e soprattutto di crescita culturale espressi dai giovani di tutte le età piuttosto che sulla risposta al semplice bisogno di avere un posto dove ritrovarsi e stare insieme”.
Il Sindaco, inoltre, all'incontro con le Associazioni, dopo aver letteralmente “buttato fuori” dalla Sala dei Melograni due persone a lui inspiegabilmente sgradite (un rappresentante dell'Associazione Le Formiche e il tecnico dedicato alle registrazioni della sala prove, quest'ultimo invitato via lettera dallo stesso Assessore alla Cultura e Identità Veneta Lorena Stevanato!!!) ha spiegato che:
- il dibattito pubblico tanto richiesto non si farà perché “non sono i cittadini a convocare il Sindaco, semmai è il Sindaco che convoca i cittadini”;
- un centro aggregativo nella Saccisica e a Piove di Sacco risulta inutile;
- non è il Comune che si deve occupare di aggregazione. Il Comune non deve intervenire contro la disgregazione giovanile, non deve operare a livello di prevenzione del disagio, non ha responsabilità educative perché tutto ciò è demandato ad altri, in primis alle famiglie e parrocchie;
- la sala prove viene trasferita al Palazzetto dello Sport di Sant'Anna, totalmente scissa dal centro aggregativo
- in accordo con l'assessore Stevanato, il Comune di Piove di Sacco non può accollarsi l'onere di occuparsi dei giovani della Saccisica e dei comuni intorno. Gli investimenti dell'Amministrazione Comunale Piovese saranno indirizzati esclusivamente a giovani del paese, non del territorio della Saccisica rifiutando così un intervento integrato che potrebbe essere realizzato in collaborazione con i comuni limitrofi (pensiamo al già esistente Bacino Bibliografico della Saccisica, o alla presenza di numerosi ragazzi del territorio che si ritrovano nelle scuole superiori)
- il 26 febbraio ci sarà un altro incontro: verranno convocate tutte le Associazioni iscritte all'Albo comunale nel settore Cultura. Solo loro potranno fare proposte per il nuovo centro culturale
- ancora non si sa quando il nuovo centro verrà aperto e tantomeno dove!
In sostanza, l'aggregazione, non solo giovanile, per il Sindaco Marcolin equivale a fumo negli occhi.
Ma come si può fare cultura a prescindere dal confronto, dalla comunicazione, insomma, senza condivisione? Piove di Sacco non necessita forse di uno spazio comunale in cui siano promossi l'incontro e la relazione fra i giovani, che abbia degli educatori che siano il collante e i promotori di attività e di relazioni significative all'interno dello spazio stesso?
Non è un valore aggiunto avere uno spazio in cui si garantisca una condivisione "sana" e protetta del tempo libero? No, meglio che i giovani si ritrovino al bar.
Sulle proposte e sulle attività del L'Iceo si può discutere, si può migliorare, si può innovare, ma non ci può essere crescita culturale senza aggregazione e un po' di sana “originalità”!
“Continuiamo a ritenere che i giovani siano una grande risorsa per lo sviluppo della nostra città”.
(fonte: programma Marcolin 2009)